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Visualizzazione dei post da novembre, 2025

Louisa Lowe: la donna che smascherò gli internamenti illegali nelle case di cura vittoriane

     Poco conosciuta oggi, Louisa Lowe fu una figura fondamentale nelle battaglie contro gli abusi psichiatrici nell'Inghilterra vittoriana. IL RICOVERO INGIUSTO Fu internata dal marito con l'accusa di "religiosità eccessiva" e "comportamento ostinato". Accuse vaghe, ma perfette per sbarazzarsi di una moglie considerata troppo indipendente. LA RECLUSIONE Nel manicomio privato fu trattata come una paziente agitata per il solo fatto di protestare. Un circolo vizioso: più chiedeva di uscire, più confermava la diagnosi. LA RIVOLUZIONE DI UNA SOPRAVVISSUTA Rilasciata dopo mesi, decise di non rimanere in silenzio. Fondò la Lunacy Law Reform Association e denunciò centinaia di casi di donne internate da mariti, fratelli o tutori per motivi economici o morali. Grazie ai suoi sforzi, la legislazione britannica fu modificata per ridurre questi abusi.

Geli Raubal: giovane donna imprigionata nel controllo patriarcale più assoluto

  La storia di Geli Raubai non è quella di un ricovero in manicomio, ma di una reclusione domestica che aveva la stessa logica: controllo totale, annullamento dell'individuo e negazione della libertà. Geli era nipote di Adolf Hitler, ma soprattutto era una ragazza che voleva vivere. UNA GIOVANE DONNA BRILLANTE IN UNA GABBIA DORATA Nata nel 1908, Geli divenne l'ossessione del futuro Fuhrer: gelosia, possesso, controllo. Hitler le impediva di viaggiare, lavorare o avere relazioni. Le leggeva la posta, la seguiva ovunque, sceglieva i suoi vestiti. Era una forma di internamento domestico, mascherato da protezione. IL DESIDERIO DI LIBERTA' A 20 anni iniziò a ribellarsi, chiedendo di andare a Vienna per studiare canto. La risposta fu un rifiuto, litigi e maggior controllo. Secondo molti biografi, Hitler la descriveva come "instabile" e "incapace di giudizio", etichette spesso usate contro le donne che chiedono autonomia. LA MORTE MISTERIOSA Nel 1931 fu trovata...

Ernestina Cravello: l'anarchica che sfidò il potere e fu dichiarata "pericolosa per natura"

 Nella Torino di fine Ottocento, dove l'industrializzazione correva più veloce dei diritti, una giovane donna divenne simbolo del timore che lo Stato provava verso le ribelli. Ernestina Cravello: anarchica, attivista, autodidatta, senza paura. UN'ITALIA CHE AVEVA PAURA DELLE DONNE "PERICOLOSE" Nacque nel 1876, da una famiglia operaia. Era brillante, appassionata e attiva politicamente. Partecipava a comizi, scriveva pamphlet, criticava apertamente la monarchia e l'autorità religiosa. Per l'Italia dell'epoca, una donna come lei era un'anomalia. E ciò che è anomalo, diventa sospetto. Ciò che è sospetto, diventa "malato". L'ARRESTO E L'ACCUSA DI "FOLLIA ANARCHICA" Dopo l'attentato anarchico a Roma nel 1898, pur non avendo legami con l'episodio, Ernestina fu arrestata. L'idea diffusa era che le donne coinvolte nella politica radicale fossero "moralmente disturbate". Non riuscendo ad incastrarla legalmente, ...

Blanche Wittman, la "regina delle isteriche"

  Blanche Wittman non era una rivoluzionaria o una scultrice, ma una ragazza comune della Parigi di fine Ottocento. Eppure, la sua vita fu trasformata in un palcoscenico della scienza, un esempio di come il corpo femminile venisse usato per costruire la "follia" secondo l'ideologia maschile dell'epoca. L'ARRIVO ALLA SALPETRIERE Blanche fu ricoverata nell'ospedale psichiatrico della Salpetriere, diretto dal celebre neurologo Jean-Martin Charcot. Lì, divenne la paziente perfetta: giovane, malleabile, sensibile ai suggerimenti ipnotici. Charcot la usò come "modello" per dimostrare l'isteria facendo spettacoli pubblici dove Blanche entrava in trance, tremava e si irrigidiva. Non erano cure, ma rappresentazioni. ISTERIA COME COSTRUZIONE SOCIALE Molti storici sostengono che ella e molte altre pazienti di Salpetriere non fossero affatto "isteriche", ma solo donne povere, traumatizzate e manipolate dal contesto. Il manicomio diventava un teatro...

Leonora Carrington: la surrealista che trasformò la follia in arte, tra manicomio e rinascita

  Leonora Carrington fu una delle figure più eccentriche e geniali del Surrealismo. Pittrice, scrittrice, maga, outsider. E soprattutto, sopravvissuta ad un internamento psichiatrico brutale che segnò la sua arte per sempre. GIOVINEZZA RIBELLE Nata nel 1917 in una ricca famiglia industriale, ella era un'anomalia: selvaggia, anticonvenzionale e insofferente all'autorità. La sua indipendenza non era ben vista, né dalla società né dalla sua famiglia. Quando conobbe l'artista tedesco Max Ernst, scelse di vivere con lui un'amore anticonvenzionale che scandalizzò l'Europa prebellica. LA TRAGEDIA DELLA GUERRA Nel 1940, Ernst fu arrestato dai nazisti come "artista degenerato". Leonora crollò, divorata dall'angoscia e dal senso di impotenza. La sua famiglia la fece prelevare e rinchiudere in un sanatoria in Spagna. L'ORRORE DELL'INTERNAMENTO Leonora fu sottoposta a sedativi estremamente forti, punture di cardiazol, isolamento, camicia di forza e a tratt...

Camille Claudel, genio imprigionato

Artista, rivoluzionaria, amante, ribelle. Camille Claudel fu tutto questo. Ma per la Francia borghese di fine Ottocento, ella rappresentò soprattutto un pericolo: una donna che creava arte potente, sensuale, libera. E, per questo, venne annientata. UN TALENTO CHE SFIDA RODIN Nata nel 1864, dimostrò fin da giovanissima un talento scultoreo fuori dal comune. Le sue opere avevano una carne, una vibrazione e un dolore che nessun'altra mano riusciva a tradurre. Incontrò Auguste Rodin, diventandone allieva, musa e amante. Il loro fu un legame intenso e creativo, ma anche oppressivo e sbilanciato. Camille desiderava riconoscimento, indipendenza e libertà artistica; Rodin, pur amandola, restava legato alla sua fama e alla propria compagna ufficiale. IL CROLLO E L'ISOLAMENTO Quando Camille decise di allontanarsi da Rodin, la sua vita precipitò. Iniziò a vedere ovunque sabotaggi, temendo che lui potesse ostacolarla nel mondo dell'arte. Ma, come sostengono molti storici, quelle accuse...

Elizabeth Packard, la donna che sfidò la follia costruita

 Nell'America puritana di metà Ottocento, quando la parola del marito era legge e le mogli erano proprietà più che individui, la storia di Elizabeth Packard si staglia come un faro in un mare di ingiustizia. E' la storia di una donna dichiarata pazza non perché malata, ma perché pensava troppo autonomamente per il gusto di suo marito. LA SCINTILLA DELL'INSUBORDINAZIONE Elizabeth nasce nel 1816, in Massachusetts. Era intelligente, istruita e dotata di spirito critico; qualità rare e spesso scomode per una donna di quell'epoca. Quando sposò il reverendo Theophilus Packard, nessuno avrebbe immaginato che quel matrimonio sarebbe diventata la sua prigione.  Secondo Theophilus, il problema non era la salute mentale della moglie, ma la sua opinione. Ella, infatti, OSAVA discutere di teologia, di politica e di diritti, contraddiceva il marito in pubblico e non credeva nella sottomissione cieca della donna verso il marito. In un mondo in cui il disaccordo femminile era un difett...

Quando l'errore diventa genio: i prodotti nati per caso (e usati nel modo sbagliato)

La storia dell'invenzione è costellata di scoperte nate da tentativi falliti, distrazioni o semplici curiosità. Spesso l'intuizione non è trovare la risposta giusta, ma capire che la risposta sbagliata può avere un'altra ed inaspettata utilità. Ecco dieci esempi in cui un prodotto ha cambiato il mondo non perché è stato usato "bene", ma perché qualcuno ha osato usarlo "nel modo sbagliato". PLAY-DOH: DA DETERGENTI PER PARETI A GIOCO PER BAMBINI Negli anni Trenta, la pasta Play-Doh fu pensata per pulire la fuliggine dalle pareti e dalla carta da parati. Fu solo negli anni Cinquanta che una maestra americana notò quanto i bambini si divertissero a modellarla come fosse argilla. Da quel momento, la destinazione d'uso cambiò per sempre e nacque uno dei giochi più iconici della storia. VASELINA: IL PETROLIO CHE DIVENTO' COSMETICO Nata come sottoprodotto del petrolio, la vaselina serviva a lubrificare i macchinari nelle miniere. I lavoratori, però, scop...