Blanche Wittman non era una rivoluzionaria o una scultrice, ma una ragazza comune della Parigi di fine Ottocento. Eppure, la sua vita fu trasformata in un palcoscenico della scienza, un esempio di come il corpo femminile venisse usato per costruire la "follia" secondo l'ideologia maschile dell'epoca.
L'ARRIVO ALLA SALPETRIERE
Blanche fu ricoverata nell'ospedale psichiatrico della Salpetriere, diretto dal celebre neurologo Jean-Martin Charcot. Lì, divenne la paziente perfetta: giovane, malleabile, sensibile ai suggerimenti ipnotici.
Charcot la usò come "modello" per dimostrare l'isteria facendo spettacoli pubblici dove Blanche entrava in trance, tremava e si irrigidiva. Non erano cure, ma rappresentazioni.
ISTERIA COME COSTRUZIONE SOCIALE
Molti storici sostengono che ella e molte altre pazienti di Salpetriere non fossero affatto "isteriche", ma solo donne povere, traumatizzate e manipolate dal contesto. Il manicomio diventava un teatro, in cui i medici maschi definivano la normalità e la devianza femminile.
LA VITA DOPO L'INTERNAMENTO
Blanche lasciò la Salpetriere e, per anni, lavorò come assistente. La sua storia è simbolo del potere dell'istituzione medica nel definire la follia femminile come spettacolo, come devianza intrinseca, come fragilità biologica.

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