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Titanic: tutta la verità


L'RMS Titanic fu un transatlantico britannico della classe Olumpic, diventato famoso per la collisione contro un iceberg nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 e il conseguente drammatico naufragio nelle prime ore del 15 aprile 1912, solo cinque giorni dopo la partenza di Southampton per il suo viaggio inaugurale alla volta di New York.

Un tragico destino in quello che fu il primo e ultimo viaggio del transatlantico, definito inaffondabile e all'epoca la più grande nave passeggeri che si fosse mai vista. Tutti pensiamo di conoscere la storia di quella drammatica notte o meglio abbiamo un'idea di cosa sia successo, soprattutto grazie all'omonimo e celebre film del 1997 ispirato alla triste vicenda. La verità è che la notte in cui il Titanic sprofondò nell'oceano resta ancora oggi colma di mistero e di segreti che continuano ad incuriosire molti studiosi, storici, giornalisti e fanatici. Ma cosa è successo realmente quella notte? Quali sono le vere ragioni del naufragio? Cerchiamo di fare luce sulla vicenda, creando un filo conduttore tra le notizie storiche ufficiali e le teorie emerse dalle recenti ricerche e analisi degli studiosi.

Alle 23.40 del 14 aprile 1912, il Titanic ebbe un terribile incidente che provocò la sua perdita irreparabile solo tre ore dopo. Alle 2.20 del mattino del 15 aprile, la più grande nave passeggeri della sua epoca era completamente scomparsa sotto la gelida superficie dell'oceano atlantico. Il Titanic portò con sé circa 1500 vite nella sua tomba d'acqua, più di due terzi delle persone che si trovavano a bordo. La causa di questo orribile disastro fu un iceberg che si scontrò con la nave, o così ci hanno sempre raccontato. Le più recenti scoperte degli scienziati hanno però demitizzato questa teoria rivelando tutta la verità che, per circa un secolo, è rimasta sepolta con la nave.


Lungo 269 metri, largo 28, alto 53 e con un volume utilizzabile di oltre 46 mila tonnellate, il Titanic sembrava indistruttibile. Si poteva camminare per chilometri nella sua miriade di ponti e corridoi. Persino gli ufficiali di bordo ebbero bisogno di oltre due settimane per imparare tutte le direzioni percorribili nella grande costruzione. La nave aveva quattro enormi ciminiere, ognuna di esse di un peso di 60 tonnellate e si innalzava per 25 metri sopra il ponte; una tale impressionante altezza era necessaria per evitare che i passeggeri venissero investiti da 100 tonnellate di gas di scarico soffiate via giornalmente. Le ciminiere erano posizionate ad un angolo di 30 gradi per apparire ancora più imponenti e magnifiche. Non meno incredibile fu il costo della nave: la sua costruzione richiese 7,5 milioni di dollari, che oggi equivalgono a circa 166 milioni di dollari.Sorprendentemente sarebbe costata meno di quanto costò la produzione del film Titanic del 1997 (200 milioni di dollari). L'armatore Harland and Wolff ingaggiò 3000 uomini per costruire la nave. Persino con una simile forza di lavoro e con sei giorni di lavoro a settimana, ci vollero 26 mesi per completare la monumentale costruzione. Fu un lavoro difficile e pericoloso, considerando che gli operai lavoravano ad un'altezza pari ad un palazzo di venti piani senza corde di sicurezza. Purtroppo, otto operai morirono durante i lavori di costruzione e 246 rimasero feriti. Ad ogni modo, è difficile comprendere come un tale capolavoro di ingegneria, con tutto il lavoro, gli sforzi e i soldi spesi per la sua costruzione, sia potuto affondare a causa di un semplice iceberg.

Nuove scoperte ci danno motivo di credere che la causa della catastrofe non fu il ghiaccio, ma il fuoco. Il giornalista Senan Molony è noto per aver studiato il destino del Titanic per oltre 30 anni: è stato proprio lui a scoprire una grossa macchia nera di 9 metri nello scafo della nave, causata da un incendio. Molony la notò osservando una foto scattata prima della partenza del Titanic. Il giornalista entrò infatti in possesso di un album di foto inedite, mostranti la costruzione della nave e i preparativi per il viaggio. L'incendia doveva aver bruciato per tre settimane a temperature molto alte, prima che qualcuno lo notasse. Esperti di metallurgia sono sicuri che tali condizioni potrebbero aver indebolito il metallo, riducendo la sua forza anche del 75%. Ecco perché l'iceberg non trovò grande resistenza nell'aprire uno squarcio sul fianco della nave. Se non fosse stato per l'incendia, un tale danno sarebbe stato impossibile; ma il fatto che la nave fu colpita proprio nel punto il cui il metallo era compromesso, fu uno degli incredibili anelli nella catena di tragedie che condannarono il Titanic. La direzione del progetto era a conoscenza dell'incendio e del fatto che la nave non dovesse salpare per il suo viaggio fatale, ma questo avrebbe significato l'immediata bancarotta per i proprietari della nave. Da aggiungere che, all'epoca, c'era uno sciopero dei minatori in tutta la nazione e non c'era abbastanza carbone per alimentare il Titanic ma, con i biglietti già esauriti e altre crociere cancellate perché tutti volevano partecipare al primo viaggio della nave più grande mai vista, i proprietari del Titanic acquistarono tutto il carbone che poterono trovare, comprando anche quello di altre navi. Cancellare il viaggio risultò, quindi, fuori questione. Per celare la verità, la nave fu ancorata in modo che i segni dell'incendio dessero sul lato opposto al molo, verso il mare. Così facendo, i passeggeri non si accorsero di nulla. Il viaggio iniziò: gli interni del Titanic si basavano su quelli dell'hotel Ritz di Londra; una grande scalinata attraversava sette dei dieci ponti della nave ed era decorata con dipinti, cherubini in bronzo e pannelli in quercia.


I servizi per i passeggeri di prima classe includevano una piscina riscaldata, un bagno turco, una palestra, un campo da squash e un salone di bellezza. Le signore potevano addirittura servirsi di uno stilista che le aiutasse a vestirsi per le cene. C'era inoltre un giornale di bordo (The Atlantic Daily Bullettin) e un servizio speciale per i cani dei passeggeri di prima classe: il personale addetto portava a passeggio gli animali e si prendeva cura di loro preoccupandosi del cibo, dello svago o addirittura del loro addestramento durante il viaggio.





I pasti per la prima classe includevano tredici portate, ognuna accompagnata da vino pregiato: si trattava di grandi eventi che duravano fino a cinque ore. A bordo c'erano 1500 bottiglie di vino, 20000 bottiglie di birra e 8000 sigari, eppure non c'era un binocolo. Proprio così: un binocolo avrebbe potuto salvare il Titanic. Ecco un'altra tragica coincidenza nella catena degli sfortunati eventi. All'epoca non esistevano ancora i sistemi sonar e quindi, per rilevare minacce all'orizzonte, c'erano guardie apposite che scrutavano il mare con un binocolo. Ma i binocoli sul Titanic erano stati messi sotto chiave in un compartimento speciale. La sola persona in possesso della chiave era il secondo ufficiale David Blair, che venne rimpiazzato all'ultimo momento ed abbandonò la nave in tale fretta che dimenticò di consegnare la chiave al suo sostituto. Questa fatale dimenticanza fu scoperta solo tre giorni dopo la partenza, quando la nave era già al largo. Se l'equipaggio avesse avuto un binocolo, avrebbe sicuramente notato l'iceberg in largo anticipo ed avrebbe avuto abbastanza tempo per evitare la collisione. La fatale collisione, inoltre, si sarebbe potuta probabilmente evitare se la nave avesse viaggiato non superando il limite di velocità consentito, cosa che non accadde. Si trovavano indietro sulla tabella di marcia, cosa inaccettabile e che avrebbe potuto rovinare la reputazione della nave. Per questo motivo il Titanic stava viaggiando ad una velocità di gran lunga superiore a quella per cui era stata progettata. Un'altra negligenza criminale era connessa con le scialuppe. Per portare in salvo tutte le persone a bordo, il Titanic avrebbe avuto bisogno di sessanta scialuppe. Il capo progettista Alexander Carlisle pianificò però di equipaggiare la nave con sole 48 barche, ulteriormente ridotte poi a 20 per motivi puramente estetici: il ponte sarebbe apparso troppo ingombro ed avrebbe perso tutta la sua eleganza. Sorprendentemente, un numero così scarso di scialuppe (che avrebbe potuto salvare un terzo delle persone sulla nave) all'epoca era legale perché, secondo le leggi del tempo, esso non dipendeva dal numero dei passeggeri ma dal tonnellaggio della nave.

C'è da aggiungere che, ai tempi della costruzione del Titanic, le esercitazioni di salvataggio erano una pratica standard sui transatlantici per preparare i passeggeri ad un'eventuale emergenza; tuttavia, questa esercitazione non ebbe mai luogo sul Titanic. Il capitano Edward John Smith cancellò l'esercitazione prevista proprio la mattina del giorno in cui il Titanic affondò. Nessuno conosce la ragione di tale decisione, specie se si considera il fatto che altre navi avevano lanciato l'allarme della possibile presenza di iceberg nelle vicinanza. Sta di fatto che ci volle più di mezz'ora per rendere operative le scialuppe, invece dei soliti 10 minuti. Alcuni incolpano inoltre il capitano per aver consentito che le prime scialuppe salpassero semivuote: la prima aveva a disposizione 67 posti, ma salpò con a bordo una ventina di persone. I passeggeri, infatti, erano riluttanti ad abbandonare la nave perché inconsapevoli del grave pericolo che stavano correndo.


Mentre il Titanic stava affondando, l'equipaggio inviò diverse richieste di soccorso. Tuttavia il Californian, nave che passava non lontano dal Titanic, ignorò i razzi d'emergenza. Il capitano del Californian perse il lavoro quando si seppe dell'accaduto, ma alcuni ricercatori oggi sono riusciti a provare la sua innocenza. Il motivo per cui nessuno vide i razzi d'emergenza potrebbe essere dovuto ad un fenomeno di rifrazione luminosa. Quando strati d'aria fredda sono posizionati sotto strati di aria più calda, si viene a creare un'inversione termina e quest'ultima provoca a sua volta rifrazioni anormali della luce, una sorta di miraggi, i quali vennero segnalati anche da altre navi che viaggiavano nella zona. Lo storico Tim Maltin è convinto che la rifrazione luminosa di quella notte impedì ai fari della nave di scorgere l'iceberg.

Negligenza criminale, una tragica catena di sfortunate coincidenze, fuoco e ghiaccio. Qualsiasi sia stato il vero motivo, il risultato fu la drammatica fine di centinaia di vite umane, travolte da un tragico e misterioso destino che ancora oggi è oggetto di studio.

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