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Camille Claudel, genio imprigionato


Artista, rivoluzionaria, amante, ribelle. Camille Claudel fu tutto questo. Ma per la Francia borghese di fine Ottocento, ella rappresentò soprattutto un pericolo: una donna che creava arte potente, sensuale, libera. E, per questo, venne annientata.

UN TALENTO CHE SFIDA RODIN
Nata nel 1864, dimostrò fin da giovanissima un talento scultoreo fuori dal comune. Le sue opere avevano una carne, una vibrazione e un dolore che nessun'altra mano riusciva a tradurre.

Incontrò Auguste Rodin, diventandone allieva, musa e amante. Il loro fu un legame intenso e creativo, ma anche oppressivo e sbilanciato. Camille desiderava riconoscimento, indipendenza e libertà artistica; Rodin, pur amandola, restava legato alla sua fama e alla propria compagna ufficiale.

IL CROLLO E L'ISOLAMENTO
Quando Camille decise di allontanarsi da Rodin, la sua vita precipitò. Iniziò a vedere ovunque sabotaggi, temendo che lui potesse ostacolarla nel mondo dell'arte. Ma, come sostengono molti storici, quelle accuse (anche se acuite da stress e solitudine) furono anche un riflesso reale delle difficoltà che una donna sola incontrava nel sistema artistico, dominato dagli uomini.

La sua famiglia, incapace di tollerare l'indipendenza di Camillle, interpretò questa eccentricità come follia.

INTERNAMENTO SENZA RITORNO
Nel 1913, sua madre e il fratello Paul Claudel, celebre diplomatico, firmarono l'ordine di internamento e Camille fu rinchiusa nel manicomio di Montfavet.
I medici raccomandarono più volte il rilascio: Camille non era pericolosa, ma lucida, triste e amareggiata. Tuttavia, la famiglia rifiutò.

Camille passò tre decenni nella struttura, senza quasi più scolpire. Scrisse lettere strazianti in cui chiedeva di uscire, spiegando la propria lucidità e implorando per una seconda possibilità.
Invece, nel 1943, morì in un oblio ingiusto.

LA RISCOPERTA
Oggi, Camille è considerata una delle più grandi scultrici della storia. Epilogo ironico e amaro essere riconosciuta troppo tardi, quando la sua voce era stata già spenta da un sistema che non sopportava il talento femminile.


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