Passa ai contenuti principali

Ernestina Cravello: l'anarchica che sfidò il potere e fu dichiarata "pericolosa per natura"


 Nella Torino di fine Ottocento, dove l'industrializzazione correva più veloce dei diritti, una giovane donna divenne simbolo del timore che lo Stato provava verso le ribelli. Ernestina Cravello: anarchica, attivista, autodidatta, senza paura.


UN'ITALIA CHE AVEVA PAURA DELLE DONNE "PERICOLOSE"

Nacque nel 1876, da una famiglia operaia. Era brillante, appassionata e attiva politicamente. Partecipava a comizi, scriveva pamphlet, criticava apertamente la monarchia e l'autorità religiosa. Per l'Italia dell'epoca, una donna come lei era un'anomalia. E ciò che è anomalo, diventa sospetto. Ciò che è sospetto, diventa "malato".


L'ARRESTO E L'ACCUSA DI "FOLLIA ANARCHICA"

Dopo l'attentato anarchico a Roma nel 1898, pur non avendo legami con l'episodio, Ernestina fu arrestata. L'idea diffusa era che le donne coinvolte nella politica radicale fossero "moralmente disturbate". Non riuscendo ad incastrarla legalmente, si tentò la via psichiatrica.


LA MEDICALIZZAZIONE DEL DISSENSO

La Cravello fu sottoposta a visite e valutazioni. I referti parlavano di temperamento eccitabile, intelligenza vivace ma deviata, atteggiamento non conforme al ruolo femminile. Era la diagnosi perfetta per chiudere la discussione: non era un'ideologa, ma una isterica.


LA LIBERTA' RITROVATA

Dopo proteste internazionali e campagne stampa, Ernestina fu liberata. Ma la macchina di patologizzazione aveva purtroppo fatto il suo lavoro: l'anarchica era stata dipinta come donna instabile, dunque non credibile.

La sua vicenda mostra come, anche in Italia, la psichiatria veniva usata come strumento politico per neutralizzare il dissenso e soprattutto quello femminile.


Commenti

Post popolari in questo blog

Poveglia: l'isola proibita della laguna di Venezia

 A pochi chilometri da Venezia, tra il Lido e il Malamocco, si trova Poveglia, una piccola isola che oggi appare abbandonata e in rovina. Dietro la vegetazione incolta e i ruderi nascosti si cela una storia complessa, fatta di malattie, isolamento, esperimenti medici e leggende di fantasmi. Spesso definita "l'isola più infestata del mondo", Poveglia non è solo un mito da racconti paranormali: è un luogo vietato per motivi concreti legati alla sicurezza, alla salute e alla tutela del patrimonio storico. Dietro l'abbandono e l'aura spettrale, infatti, si cela una storia complessa che attraversa epidemie, ospedali psichiatrici e decenni di degrado. IL LAZZARETTO DELLA PESTE Dal XIV secolo, Poveglia fu destinata ad ospitare i malati di peste di Venezia e della laguna circonstante. Qui le persone contagiate erano isolate per settimane o mesi, spesso senza cure efficaci, e molti morivano sull'isola. I cadaveri erano sepolti in fosse comuni oppure bruciati in grandi ...

Titanic: tutta la verità

L'RMS Titanic fu un transatlantico britannico della classe Olumpic, diventato famoso per la collisione contro un iceberg nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 e il conseguente drammatico naufragio nelle prime ore del 15 aprile 1912, solo cinque giorni dopo la partenza di Southampton per il suo viaggio inaugurale alla volta di New York. Un tragico destino in quello che fu il primo e ultimo viaggio del transatlantico, definito inaffondabile e all'epoca la più grande nave passeggeri che si fosse mai vista. Tutti pensiamo di conoscere la storia di quella drammatica notte o meglio abbiamo un'idea di cosa sia successo, soprattutto grazie all'omonimo e celebre film del 1997 ispirato alla triste vicenda. La verità è che la notte in cui il Titanic sprofondò nell'oceano resta ancora oggi colma di mistero e di segreti che continuano ad incuriosire molti studiosi, storici, giornalisti e fanatici. Ma cosa è successo realmente quella notte? Quali sono le vere ragioni del nauf...

DIECI GIORNI ALL'INFERNO: quando Nellie Bly smascherò gli orrori di Bleckwell's Island

  Nell'autunno 1887, la giornalista ventitreenne Nellie Bly si infiltrò in un manicomio femminile fingendosi pazza, per raccontare la verità sulle condizioni delle pazienti. Il risultato fu uno dei reportage più sconvolgenti della storia moderna: " Ten Days in a Mad-House ". UN ESPERIMENTO DI FOLLIA A fine Ottocento, i manicomi statunitensi erano un luogo di segregazione più che di cura. Le donne considerate "difficili" o "scomode" (spesso povere, straniere o semplicemente ribelli" venivano internate in questi istituti, senza alcuna possibilità di difesa. La Bly decise di rivelare cosa si nascondeva dietro quelle mura e, per farlo, ideò l'audace piano di recitare la pazzia finché le autorità non l'avessero rinchiusa. Si trasferì in una pensione per donne a New York, dove iniziò a comportarsi in modo sempre più strano: fissava il vuoto, si rifiutava di dormire, gridava che le altre ospiti erano pazze. Pochi giorni dopo, la polizia la arrest...