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Maddalena da San Rocco, la donna che sapeva curare

 La casa di Maddalena da San Rocco era composta da una stanza sola, il focolare al centro e un odore costante di erbe secche. La notte dell'arresto non dormiva. Le vecchie del villaggio dicevano che certe donne sentivano arrivare la sventura prima ancora di vederla e, quando bussarono, lei era già in piedi.

Non erano soldati, ma uomini del posto, accompagnati da un notaio e da un frate domenicano. Nessuna lunga spiegazione, nessun clamore. Le dissero solo che doveva "chiarire alcune cose". Bastò quello. Maddalena sapeva leggere i silenzi meglio delle parole. Le presero le mani per legarle con una corda ruvida, le impedirono di prendere il mantello e la portarono fuori. Una vicina chiuse la porta dietro di lei.

Non tornò più a casa.


CHI ERA MADDALENA

Maddalena aveva superato i 40 anni, età sospetta per una donna povera, non sposata e senza figli. Viveva di piccoli lavori: aiutava le partorienti, preparava decotti contro la febbre, cataplasmi per le ferite o unguenti per il bestiame. Non era nulla di straordinario, se non per il fatto che funzionavano.

Non aveva imparato dai libri, ma da altre donne. Era sapere trasmesso a voce, ripetuto per generazioni e spesso più efficace della medicina ufficiale. Questo, nell'Europa tardo-medievale e moderna, era un problema.

Il confine tra guaritrice e strega non era segnato dal contenuto delle pratiche, ma da chi le controllava.


L'ACCUSA UFFICIALE

Negli atti inquisitoriali, l'accusa era chiara: "Uso di pratiche superstiziose, invocazioni non cristiane, rimedi non autorizzati, sospetto di patto con il demonio". Parole standard, formulari che si ripetono in centinaia di processi. Ma il cuore dell'accusa non era teologico, era sociale ed economico.

Maddalena curava senza chiedere molto e i medici condotti, spesso laureati a caro prezzo, la odiavano. I parroci la tolleravano finché non diventava troppo ascoltata. Le donne si fidavano più di lei che del pulpito. E questo fu il vero scandalo.


LA VERA ORIGINE DELLA DENUNCIA

La denuncia partì da un medico del borgo vicino. Un uomo istruito e protetto da un capitolo ecclesiastico, che aveva visto diminuire i suoi guadagni a causa di Maddalena. Negli atti non compare mai come accusatore diretto, ma il suo nome è scritto come "testimone qualificato". Un dettaglio rivelatore.

Disse che Maddalena "sussurrava parole incomprensibili" mentre preparava i rimedi, che usava piante raccolte "in orari sospetti" e che alcune guarigioni erano "troppo rapide per essere naturali". Nessuna prova tangibile. Ma, nell'Inquisizione, il sospetto era già un fatto.


LA PRIGIONIA

Maddalena fu rinchiusa in una cella umida. Non completamente buia, ma sufficiente a disorientare. I primi giorni non venne interrogata, ma lasciata nella fame e nel silenzio come parte del metodo inquisitorio. Quando iniziò a parlare, lo fece per difendersi. Spiegò le erbe, i dosaggi, le tradizioni. Ogni spiegazione, però, diventava una nuova accusa e ogni parola un ulteriore cappio.

Le chiesero se avesse mai parlato con spiriti. Disse di no.

Le chiesero se avesse mai sognato il demonio. Disse che sognava la morte, la fame, le malattie.

Annotarono tutto.


LA TORTURA

La tortura non era immediata, ma preceduta da minacce, descrizioni dettagliate ed esempi di altri casi. Quando iniziò, fu "moderata", come prescritto.

Le legarono i polsi dietro la schiena e la issarono lentamente. Il dolore non era solo fisico: era umiliazione, impotenza. Ogni grido veniva interpretato come segno di colpa.

Dopo la seconda sessione, Maddalena iniziò a dire ciò che gli inquisitori volevano sentire. Confessò di aver usato parole "non cristiane", poi di aver appreso certi rimedi "da una donna ormai morta". Infine, sotto pressione, ammise di aver "sentito una presenza".

Era abbastanza.


IL PROCESSO

Il processo durò settimane. Le confessioni (estorte) vennero lette come verità, le ritrattazioni come segni di ulteriore colpa. I testimoni erano vaghi, ma concordi nel "sentire dire". Nessuno parlò in sua difesa. Anche le donne che aveva curato tacquero: sapevano che una parola a suo fare avrebbe potuto trascinarle con lei.

L'Inquisizione funzionava anche così: insegnando il silenzio.


LA SENTENZA

Fu condannata per stregoneria minore. La pena fu il carcere- I suoi pochi beni furono confiscati, le sue erbe bruciate pubblicamente.

Infine, il rogo. Avvenne mesi dopo, fuori dalle mura. Non come spettacolo, ma come ammonimento.


Il villaggio perse la propria guaritrice. Le donne tornarono a partorire da sole. Le febbri tornarono ad uccidere. Il medico aumentò le tariffe.

Nessuno parlò più di Maddalena.

Il suo caso non fu nulla di eccezionale, ma tipico. La stregoneria fu spesso il linguaggio usato per eliminare le competenze femminili non controllate, economie parallele o autorità informali. Non fu superstizione medievale. Fu politica del corpo e del sapere.


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