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Ingo Swann, il veggente che collaborò con la CIA

Ingo Swann

 Negli anni più oscuri della Guerra Fredda, tra spie, satelliti e armi nucleari, un progetto segreto della CIA tentava di esplorare un campo che sfidava ogni logica: la percezione extrasensoriale. Al centro di questa avventura ai confini della scienza e del paranormale, si trovava un uomo dal carisma enigmatico: Ingo Swann.


L'UOMO DIETRO IL MITO

Nato nel 1933 in Colorado, Ingo Swann si è formato come artista e psicologo. Fin da giovane, dimostrò un forte interesse per la mente, la coscienza e i fenomeni psichici. Negli anni Sessanta, mentre l'America esplorava lo spazio esterno con il programma Apollo, Swann cominciò ad esplorare lo spazio interiore, studiando la percezione, i sogni lucidi e le esperienze extracorporee. 

La sua reputazione di "veggente" si consolidò quando iniziò a collaborare con il Laboratorio di Parapsicologia della Stanford Research Institute, uno dei centri di ricerca più avanzati dell'epoca. Qui, insieme ai fisici Harold Puthoff e Russell Targ, Swann sviluppò un metodo che avrebbe cambiato per sempre la storia del paranormale: la visione remota.


LA NASCITA DELLA VISIONE REMOTA

La visione remota consisteva nel tentativo di "vedere" luoghi, oggetti o persone lontani utilizzando esclusivamente la mente. A differenze della pratiche medianiche tradizionali, questo metodo prevedeva rigorosi protocolli scientifici: il soggetto doveva descrivere in modo neutro ciò che percepiva, senza suggestioni o contatti diretti.

Swann divenne rapidamente il più accurato tra i "visualizzatori". In uno dei test più celebri, nel 1973, riuscì a descrivere con precisione dettagli della superficie del pianeta Giove (anelli, tempeste e composizione atmosferica), che sarebbero stati confermati anni dopo dalle sonde Voyager. Sebbene molti scienziati abbiano messo in dubbio la validità statistica dei risultati, la coincidenza dei dati fu talmente impressionante da attirare l'attenzione dei servizi segreti statunitensi.


IL PROGETTO STARGATE: LA CIA E I POTERI PSICHICI

A metà degli anni Settanta, la CIA e l'esercito statunitense lanciarono una serie di programmi top secret, volti ad indagare il potenziale militare della capacità psichiche. Il più noto tra questi fu il Project Stargate, che impiegò per decenni sensitivi, psichici e "visioni remote" per ottenere informazioni su obiettivi sovietici e installazioni militari inaccessibili.

Swann fu tra i primi e più importanti consulenti del progetto. I documenti, declassificati negli anni Novanta, confermano che partecipò attivamente ad esperimenti condotti allo Stanford Research Institute e in basi militari segrete. In alcuni casi, le sue descrizioni di obiettivi sovietici (come un grande complesso sottomarino in costruzione) sembrarono sorprendentemente accurate. Tuttavia, la comunità scientifica rimase scettica e, per molti ricercatori, le visioni di Swann erano frutto di suggestione, deduzioni intuitive o semplici coincidenze.


UN ARTISTA DELL'INVISIBILE

Parallelamente alla carriera psichica, Swann continuò ad esprimersi come artista e scrittore. Le sue opere pittoriche, spesso visionarie e cosmiche, riflettono la sua ossessione per i livelli nascosti della realtà.

Pubblicò anche diversi libri, come Penetration: The Question of Extraterrestrial and Human Telepathy del 1998,  dove affermava di aver percepito attività aliene sulla Luna e di essere stato coinvolto in esperimenti governativi legati al contatto con intelligenze non umane. Considerato controverso, il libro alimentò teorie secondo cui i governi avrebbero occultato scoperte psichiche ed extraterrestri. Swann non si definiva un profeta o un medium, ma piuttosto un "ricercatore della coscienza" ed era convinto che l'essere umano fosse dotato di poteri ancora inesplorati.


LA CONTROVERSIA SCIENTIFICA

La figura di Swann divide ancora oggi psicologi, neuroscienziati e studiosi di parapsicologia. Per alcuni, i suoi esperimenti rappresentano uno dei pochi tentativi seri di indagare il paranormale con metodo scientifico. Per altri, invece, questi sono un esempio di autoillusione collettiva nata in un contesto di paura e competizione geopolitica.

Eppure, un fatto rimane innegabile: per oltre vent'anni, il governo statunitense ha finanziato studi sulle capacità psichiche, con Swann come protagonista. Il programma fu chiuso ufficialmente nel 1995, dopo la pubblicazione di un rapporto della CIA che concludeva: "I dati raccolti non forniscono prove sufficienti di efficacia operativa della visione remota". Tuttavia, molti ex agenti e ricercatori hanno dichiarato che i risultati più sensibili non furono mai divulgati.


EREDITA' E MISTERO

Ingo Swann è morto nel 2013, lasciando dietro di sé una scia di enigmi. Per alcuni era un genio visionario, capace di ampliare i confini della mente umana; per altri, invece, è stato solo un abile narratore che mescolò arte, scienza e fantasia in una delle più affascinanti illusioni del XX secolo.

Ancora oggi, la sua figura ispira film, romanzi e documentari. 

Che si tratti di un precursore della psicologia quantica o di un artista del mistero, una cosa è certa. Ingo Swann ci ha lasciato una domanda a cui nessun laboratorio ha ancora saputo rispondere: Fino a che punto l a mente umana può davvero vedere?


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