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Pluckley: il villaggio inglese dove i morti non se ne sono mai andati


Pluckley è un piccolo villaggio rurale nel Kent (Inghilterra), con case basse, siepi curante una chiesa medievale e un silenzio che sembra ordinato. Eppure, per decenni è stato noto come il villaggio più infestato d'Inghilterra, titolo che nel 1989 gli valse un posto nel Guinness dei primati.

Secondo la tradizione locale, ci sarebbero almeno dodici fantasmi distinti ad infestare l'area. Alcuni racconti risalgono al Medioevo, altri al XIX secolo. La particolarità di Pluckley non è un singolo evento traumatico, ma una stratificazione di morti violente, incidenti e tragedie quotidiane, sedimentate nel tempo come strati di nebbia.

Tra i fantasmi più citati, vi sono:

  • il Gridatore, spirito di un bandito ucciso durante una rapina e lasciato morire dissanguato
  • la Dama Rosa, che apparirebbe nei pressi della chiesa ed identificata come Sarah Sharp, suicidatasi nel 1919
  • il Maestro Impiccato, visto dondolare gli alberi vicino ad una vecchia cava
  • l'Uomo del Mulino, schiacciato da un macchinario nel XIX secolo

Molte testimonianze provengono da residenti, postini, insegnanti e membri del clero, figure difficilmente riconducibili al folklore turistico. Alcuni racconti parlano di odori improvvisi di bruciato, passi su sentieri deserti, sagome visibili all'alba o al crepuscolo.


INDAGINI E SCETTICISMO

Negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, il villaggio attirò l'attenziona di ricercatori del paranormale e giornalisti. Parte della fama è attribuita a Desmond Leslie, investigatore e scrittore che documentò numerose testimonianze.

Gli scettici sottolineano che molte storie sono state amplificate dalla stampa e che alcune apparizioni si basano su racconti tramandati oralmente, quindi difficili da verificare. Tuttavia, ciò che distingue Pluckley è la continuità temporale: segnalazioni simili, indipendenti, a distanza di decenni.

La storia di Pluckley ci ricorda che il paranormale non sempre nasce dall'eccezionale, ma dall'accumulo del dolore ordinario. Non una strage, non un rituale, ma una sequenza di vite spezzate che il tempo non ha mai del tutto cancellato. Forse i fantasmi di Pluckley non cercano attenzione, ma memoria. E, in un mondo che corre veloce, ciò che non viene ricordato talvolta torna a farsi vedere.


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