Nelle campagne inglesi, tra le brume del mattino e i giardini curati all'inverosimile, la giornata di una nobildonna dell'Ottocento comincia molto prima che il sole raggiunga le finestre a bovindo della sua dimora. E' un mondo regolato da rituali silenziosi, scanditi dal suono sommesso delle campane domestiche e dal passo discreto delle cameriere che, con mani esperte, preparano l'acqua calda per la toeletta.
L'INIZIO DELLA GIORNATA
La signora si sveglia al bussare della lady's maid, la sua cameriera personale. Le tende vengono scostate con un gesto studiato, lasciando filtrare una luce lattiginosa sul letto a baldacchino. Dopo un breve momento di raccoglimento o di lettura di qualche pagina di preghiera, comincia il rituale della vestizione: corsetto, sottovesti, crinolina, guanti e infine l'abito del mattino, scelto in base all'occasione e alla stagione.
La colazione viene servita nel boudoir o nella piccola sala da pranzo: tè forte, pane tostato, marmellata d'arancia e qualche fetta di carne fredda. Il marito, se presente, consuma il pasto in un'altra stanza. Nell'alta società vittoriana, il matrimonio è spesso più un contratto che una comunione quotidiana.
MATTINATE DI CORRISPONDENZA E BENEFICENZA
Dopo colazione, la mattinata si divide tra la corrispondenza e le visite di dovere. Scrivere lettere è un'arte imprescindibile: con grafia elegante e tono misurato, la signora risponde agli inviti, ringrazia per le attenzioni ricevute o impartisce istruzioni per la gestione della casa di città o della tenuta di campagna.
Molte donne dedicano parte del mattino alle opere di beneficenza. Visitare i malati del villaggio, organizzare raccolte di fondi per le scuole o per la parrocchia. Sono tutte attività che, oltre a rispondere ad un sincero sentimento di carità, rappresentano una delle poche forme di autonomia femminile accettate dalla società dell'epoca.
IL POMERIGGIO TRA TE', VISITE E PASSEGGIATE
Dopo un leggero pranzo a mezzogiorno, la signora riceve visite nel drawing room. Le conversazioni ruotano attorno ad eventi mondali, alle nuove mode londinesi o ai racconti di viaggio. E' in questi momenti che si intrecciano le relazioni sociali e si costruiscono le alleanze familiari che, più tardi, potrebbero trasformarsi in vantaggiosi matrimoni o inviti a corte.
Quando il tempo lo consente, si esce per una passeggiata nei giardini o per una breve gita in carrozza. Sempre accompagnata, naturalmente, poiché una donna sola per strada desterebbe sguardi e maldicenze. Ogni gesto è misurato, ogni parola è soppesata: la grazia è un dovere tanto quanto la modestia.
LA SERA, TRA SALOTTI E SILENZI
Con il calare della sera, la casa di trasforma. Le luci a gas illuminano i salotti, il personale corre discreto da una stanza all'altra e la signora indossa l'abito da cena, più sontuoso e decorato. La cena formale può durare ore: portate elaborate, vini francesi, conversazioni controllate sotto l'occhio vigile dell'etichetta.
Dopo il pasto, gli uomini si ritirano nella stanza da fumo per bere brandy e fumare sigari, mentre le dame si spostano nel salone per la musica o la lettura ad alta voce. E' in questi momenti, tra il fruscio delle gonne e il crepitio del camino, che la donna nobile dell'Ottocento rivela la sua doppia natura: regina del decoro e prigioniera del ruolo, emblema di una grazia che non le appartiene del tutto.
CONCLUSIONE DELLA GIORNATA
La sua giornata si chiude come è iniziata, in silenzio. Mentre la cameriera scioglie i nastri del corsetto e spazzola i capelli con cento colpi precisi, la signora riflette, forse, sulla propria esistenza. Circondata dal lusso, ma vincolata da doveri e convenzioni, la donna nobile dell'Inghilterra vittoriana vive in una gabbia dorata fatta di educazione, etichetta e aspettative. Una vita che brilla, ma soltanto in superficie.







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