Nel cuore dell'America di fine Ottocento le redazioni erano un dominio quasi esclusivo degli uomini e le donne venivano relegate alle pagine di costume, ma una giovane giornalista decise di cambiare le regole del gioco. Il suo nome era Nellie Bly, pseudonimo di Elizabeth Jane Cochran, e la sua determinazione avrebbe lasciato un segno indelebile nella storia del giornalismo mondiale.
DALLE ORIGINI UMILI ALLA PRIMA RIBELLIONE
Elizabeth Jane nacque il 5 maggio 1864 a Cochran's Mills, piccolo centro della Pennsylvania che portava il nome della sua famiglia. Dopo la morte del padre, giudice locale, la situazione economica peggiorò e la giovane Elizabeth fu costretta ad interrompere gli studi. Ma la sua indole curiosa e il suo spirito indipendente non si piegarono alle convenzioni. A soli 20 anni, in risposta all'articolo dal titolo "Per cosa sono buone le ragazze?", scrisse una lettera indignata al quotidiano Pittsburgh Dispatch. Nella missiva, firmata "Lonely Orphan Girl", denunciava il sessismo e la mancanza di opportunità per le donne.
Il direttore del giornale fu colpito dalla forza e dalla lucidità delle sue parole e opinioni e le offrì un lavoro da redattrice. Fu allora che nacque Nellie Bly, nome ispirato ad una canzone di Stephen Foster.
UNA VOCE PER LE DONNE DIMENTICATE
Fin dai primi articoli, Nellie dimostrò una sensibilità fuori dal comune per le ingiustizie sociali. Scrisse dei problemi affrontati dalle operaie, delle pessime condizioni di lavoro e delle difficoltà economiche delle donne. Il suo approccio diretto e il desiderio di raccontare la realtà dal basso la resero presto scomoda. il Dispatch, temendo per le sue inchieste troppo audaci, la spostò alla sezione di costume. Ma Nellie non era disposta a rinunciare alla verità. Lasciò così il giornale e partì per New York, alla ricerca di nuove opportunità.
"DIECI GIORNI IN MANICOMIO": LA NASCITA DEL GIORNALISMO SOTTO COPERTURA
Dopo settimane di rifiuti, Nel 1887 riuscì a convincere Joseph Pulitzer del New York World a darle una possibilità. La sua proposta era tanto folle quanto geniale: fingere di essere mentalmente instabile per farsi internare nel manicomio femminile di Blackwell's Island e raccontarne le condizioni dall'interno.
Ella si calò nel ruolo con incredibile convinzione, recitando la pazzia davanti a medici e giudici finché non venne rinchiusa nell'istituto. L'esperienza durò dieci giorni, durante i quali subì freddo, fame e abusi psicologici. Quello che vide e visse divenne materiale per un'inchiesta destinata a fare storia: "Ten Days a Mad-House".
Il reportage, pubblicato a puntate sul World, provocò uno scandalo a livello nazionale. Le rivelazioni della Bly costrinsero le autorità a riformare il sistema dei manicomi ed a stanziare maggiori fondi per la sanità mentale. Era nata una nuova forma di giornalismo: l'inchiesta sotto copertura, che univa coraggio personale e impegno sociale.
IL GIRO DEL MONDO IN 72 GIORNI
Due anni dopo, nel 1889, Nellie tornò a sorprendere il mondo. Decise di tentare una sfida ispirato al romanzo "Il giro del mondo in ottanta giorni" di Verne e dimostrare che una donna poteva compiere tale impresa da sola e in meno tempo. Partì da New York con un piccolo bagaglio e un taccuino, attraversando oceani e continenti in nave, treno e carrozza. Visitò Europa, Medio Oriente, Asia e Stati Uniti, mantenendo un costante contatto con i lettori grazie ai suoi resoconti di viaggio. Dopo 72 giorni, 6 ore e 11 minuti, la Bly rientrò a New York, stabilendo un record mondiale e diventando un'eroina nazionale. La stampa la salutò come simbolo di indipendenza femminile e spirito moderno.
L'IMPEGNO E GLI ULTIMI ANNI
Nellie non smise mai di usare la penna come uno strumento di denuncia e progresso. Dopo la fama, si dedicò anche all'imprenditoria e, durante la prima guerra mondiale, lavorò come corrispondente dal fronte in Europa.
Continuò a battersi per i diritti delle donne, la giustizia sociale e il miglioramento delle condizioni di vita dei più deboli fino alla sua morte, avvenuta nel 1922 a 57 anni.
UN'EREDITA' CHE RESISTE NEL TEMPO
A più di un secolo di distanza, la sua figura rimane un faro per il giornalismo moderno. La sua dedizione alla verità, la capacità di immedesimarsi nei più vulnerabili e il coraggio di oltrepassare i limiti imposti dalla società dell'epoca la rendono una pioniera assoluta.
In occasione del centenario della sua morte, nel 2002, diverse testate e istituzioni americane hanno celebrato la sua memoria, ricordando la giornalista che "ha cambiato il modo di raccontare il mondo".
Nellie Bly, oggi come allora, resta un simbolo di coraggio, curiosità e verità; la prova vivente che la penna, quando mossa dalla giustizia, può essere più potente di qualsiasi arma.
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