Il 13 giugno 1886 fu ritrovato il corpo senza vita del re Luigi II di Baviera, nelle acque del lago di Stamberg, a pochi chilometri da Monaco. Al fianco del sovrano, giaceva il suo medico personale Bernhard von Gudden. Ancora oggi, a quasi un secolo e mezzo di distanza, le circostanze della morte del sovrano rimangono avvolte nel mistero, alimentando leggende, sospetti e teorie che rendono questo episodio uno dei più enigmatici della storia europea dell'Ottocento.
IL RE DELLE FIABE
Luigi nacque nel 1845 e salì al trono appena diciottenne. Introverso, idealista e poco incline alle rigide logiche del potere, egli si sentiva estraneo al mondo politico e preferiva invece rifugiarsi nell'arte, nella musica e nell'architettura visionaria.
Fu mecenate di Richard Wagner, che sostenne negli anni più cruciali della sua carriera di compositore, e dedicò enormi risorse personali alla costruzione di castelli che sembrano usciti da un sogno medievale come Neuschwanstein, Linderhof e Herrenchiemsee. Simboli della sua immaginazione romantica, queste opere architettoniche sono oggi tra i luoghi più visitati della Germania
.
Ma ciò che ai suoi occhi era ricerca del bello e del sublime, agli occhi dei suoi ministri e della sua corte appariva invece come eccentricità, spreco e disinteresse verso la politica.
LA CADUTA
Negli anni Ottanta del XIX secolo, le tensioni raggiunsero il culmine. Le casse dello Stato erano sotto pressione e il sovrano viveva sempre più isolato, distante dal popolo e dalla stessa famiglia reale.
Nel giugno 1886, senza nemmeno visitarlo direttamente, un gruppo di medici lo dichiarò incapace di governare per motivi di salute mentale. La decisione fu rapida e spietata: Luigi II fu deposto ed affidato alla custodia della famiglia reale.
Il 12 giugno fu condotto al castello di Berg, sulle rive del lago di Starnberg, e qui posto sotto la sorveglianza di uomini di fiducia e del dottor Gudden. Era il tramonto di un regno tanto affascinante quanto controverso.
LA NOTTE DEL LAGO
Il giorno successivo (13 giugno), Luigi e Gudden uscirono per una passeggiata nei dintorni del castello. Era una serata tranquilla e i due uomini furono visti dirigersi verso il lago. Non fecero mai ritorno.
Ore più tardi, con il buio ormai calato, le ricerche portarono al ritrovamento dei corpi. Luigi giaceva nell'acqua bassa, con il volto rivolto verso l'alto, mentre Gudden era poco distante.
La versione ufficiale parlò subito di suicidio per annegamento. Il re, in preda alla follia e alla disperazione, si sarebbe gettato nel lago e il medico, tentando di fermarlo e salvarlo, sarebbe annegato a sua volta.
LE INCONGRUENZE
Tuttavia, sin dall'inizio, la spiegazione ufficiale non convinse. I dettagli, infatti, non quadravano.
Nei polmoni del sovrano non c'era alcuna traccia d'acqua, particolare che rende improbabile la morte per annegamento.
Sul corpo del dottor Gudden furono trovati segni di colluttazione, che lasciavano supporre uno scontro fisico.
Testimonianza successive (mai confermate ufficialmente) parlarono addirittura di ferite d'arma da fuoco sul corpo di Luigi II, prontamente taciute dalle autorità.
Per questi motivi, cominciò a diffondersi il dubbio che si fosse trattato non di un suicidio ma di un omicidio mascherato.
IPOTESI E SOSPETTI
Le principali teorie che, nel tempo, hanno cercato di spiegare l'accaduto sono tre:
- Il suicidio: deposto ed umiliato, Luigi avrebbe scelto di togliersi la vita. Una versione che combacia con la narrazione ufficiale, ma che lascia troppe domande senza risposta
- L'omicidio politico: Luigi era divenuto un peso per il governo bavarese e per la stessa famiglia reale. Eliminandolo, si sarebbe chiuso definitivamente un capitolo scomodo ed evitato il rischio di un suo ritorno al potere o di rivelazioni imbarazzanti
- L'incidente: alcuni storici ipotizzano che Luigi abbia tentato la fuga a nuoto, che Gudden abbia cercato di fermarlo e che ne sia nata una colluttazione fatale
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