In un regno antico durato millenni pochi sovrani egizi furono controversi quanto Akhenaton. Faraone della XVIII dinastia, egli fu un visionario e un riformatore....ma per molti fu solo un eretico. Osò sfidare le basi religiose millenarie dell'Egitto, promuovendo il culto di un solo dio: Aton, il disco solare. Dopo la sua morte, fu deliberatamente cancellato dalla storia: le sue state furono distrutte, i suoi nomi scolpiti furono martellati, i documenti che lo riguardavano furono riscritti. Per secoli, nessuno seppe della sua esistenza.
Nato come Amenhotep IV, salì al trono intorno al 1353 a.C.. All'inizio, il suo regno sembrava normale; poi, in un atto senza precedenti, cambiò nome in Akhenaton (colui che è utile ad Aton). Cominciò a promuovere una religione monoteista, centrata sul sole, e a sopprimere il culto di Amon, dio principale dell'epoca. trasferì inoltre la capitale da Tebe alla nuova città Akhetaton (attuale Amarna), da lui fondata.
UNA RIVOLUZIONE RELIGIOSA E CULTURALE
Egli non si limitò a cambiare il pantheon egizio e modificò anche l'arte, rendendola più naturalistica e intima: lo si vede raffigurato con la moglie Nefertiti e i figli in scene affettuose, lontane dalla solennità classica dei faraoni.
Fu una rivoluzione culturale profonda, ma durò poco.
LA CANCELLAZIONE DELLA SUA MEMORIA
Dopo la sua morte (forse prematura), il suo successore Tutankhamon riportò il culto di Amon e tornò nella vecchia capitale. Da quel momento, iniziò una sistematica damnatio memoriae: i cartigli con il suo nome vennero scalpellati, le statue furono demolite, la sua città venne abbandonata, i successori lo esclusero da ogni lista ufficiale dei re egizi.
RISCOPERTA MODERNA
Con gli scavi ad Amarna nel XIX secolo, gli archeologi iniziarono a ricostruire la sua storia e, da allora, Akhenaton ha affascinato studiosi, artisti e persino teologi. Alcuni lo considerano il primo monoteista della storia, un precursore spirituale di Mosè, un fanatico o un idealista isolato.
La verità completa resta sfuggente, ma oggi la sua figura è riconosciuta come una delle più enigmatiche e rivoluzionarie della storia egizia. Oggi il suo nome vive nei musei, nei libri e nell'immaginario collettivo. Ironia della sorte, Colui che fu cancellato dalla storia...è diventato immortale nella memoria moderna.

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