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I fantasmi di Versailles



Il mistero di Charlotte Anne Moberly ed Eleanor Jourdain è tutt'oggi irrisolto. Molte teorie si sono fatte riguardo a questo avvenimento. Alcune persone credono che il loro sia stato un esempio di viaggio nel tempo, altre invece hanno preferito chiamare questo avvenimento "gli spettri di Versailles" o "i fantasmi del Trianon".

Tutto iniziò quando due donne britanniche decisero di fare una vacanza culturale in Francia, nel 1901. Le due appartenevano a famiglie colte e con una buona reputazione. Il 10 agosto 1901, erano su un treno per Versailles e, arrivate lì, girovagarono per il palazzo di Versailles con altri turisti. Dopo averlo visitato decisero di andare al Petit Trianon, uno degli edifici del complesso. Entrarono nel giardino del Trianon e, mentre ammiravano i fiori, si resero conto che non riconoscevano più la scena circostante. Era come se fossero in un parco sconosciuto, in contrasto con quello visto poco prima. Confuse, le due cercarono una via d'uscita. Quando girarono in un viale secondario, videro una fattoria vuota e un aratro abbandonato sul bordo del sentiero. Dal nulla, comparvero improvvisamente due uomini, vestiti con indumenti strani. Le due turiste si avvicinarono loro per chiedere come tornare al Petit Trianon. Gli uomini indicarono un percorso che non avevano visto prima. Dopo essersi incamminate, Jourdain vide una capanna con una donna e una ragazza all'ingresso principale. Stranamente, Moberly non vide la capanna o la donna e la ragazza, ma percepì nell'atmosfera intorno a sé dei cambiamenti, con una sensazione di depressione. Come svuotate dalle proprie energie, le due decisero di riposare sotto un albero, mentre i loro corpi tremavano a causa di quella situazione enigmatica. Non erano donne deboli e non si facevano prendere dal panico, ma sentirono che qualcosa non andare e non potevano spiegarlo. Dopo aver riposato un po', si incamminarono nuovamente e trovarono un gazebo. Mentre si dirigevano in quella direzione, videro un uomo seduto lì vicino. Quando l'uomo si voltò, notarono il suo viso deformato da un ghigno e la faccia butterata, come se avesse avuto il vaiolo. All'improvviso, sentirono un grido in lontananza che disse loro di aver preso la strada sbagliata. si voltarono e tornarono sul sentiero, attraversando un ponte per raggiungere un parco. Nel parco, Moberly vide una donna seduta su una panchina, vestita con un abito vecchio stile. All'improvviso, un uomo comparve da uno degli edifici e disse loro che il cancello del Petit Trianon era accanto all'altro edificio. Mentre camminavano verso l'altro lato dell'edificio, trovarono finalmente l'altro gruppo di turisti. Tutto era tornato alla normalità.

Dopo essere tornate a casa, Moberly e Jourdain conclusero che il Petit Trianon era abitato da spiriti del passato e decisero di esaminare più a fondo la sua storia. Dalle loro indagini scoprirono che il 10 agosto 1792, la stessa data della loro visita, il palazzo delle Tuileries era circondato dai ribelli che che le guardie del palazzo furono massacrate. Questo incidente fece fuggire la famiglia reale. I loro sospetti furono confermati quando Moberly vide il dipinto di Maria Antonietta, rimanendo sorpresa dal fatto che la donna seduta nel parco era molto simile alla regina, così come i suoi vestiti. Scoprirono che l'uomo dal viso butterato era il conte de Vaudreuil, nemico di Maria Antonietta. Le due amiche tornarono a visitare il Petit Trianon, ma non riuscirono più a trovare il ponte. Dalle loro ricerche, però, scoprirono che nel 1789 il ponte si trovava lì. Pubblicarono la loro esperienza nel libro "An Adventure", pubblicato nel 1911 con dei pseudonimi. La loro identità fu rivelata nel 1931, dopo la loro morte. In seguito, i ricercatori si interessarono sulla loro esperienza. Alcuni di loro sostennero che le due abbiano sperimentato ciò che si chiama "slittamento temporale. Altri, tra cui Moberly e Jourdain stesse, hanno sostenuto che avessero incontrato dei "fantasmi del passato".

LE PRESENZE PIU' RACCONTATE
Oltre al celebre episodio Moberly-Jourdain, i visitatori e il personale della reggia hanno riportato numerosi avvistamenti e fenomeni insoliti nel corso dei decenni:
  • Maria Antonietta: spesso avvistata nei giardini del Petit Trianon o vicino al TEmpio dell'Amore; viene descritta come malinconica, vestita di bianco o verde pallido, a volte intenta a passeggiare da sola; è la figura spettrale più associata a Versailles, simbolo tragico di una regina decapitata e di un'epoca perduta
  • Luigi XVI: meno frequente, ma alcuni racconti parlano di un uomo corpulento e vestito con giacca regale e calzoni corti, che appare nei pressi degli appartamenti reali; alcuni custodi avrebbero percepito la sua figura nei pressi della Sala degli Specchi, soprattutto di notte
  • Il fantasma del suonatore di flauto: nei corridoi e nelle stanze più interne, a volte sarebbero stati uditi suoni di flauto senza una fonte visibile; la leggenda vuole che si tratti di un giovane musicista di corte, morto improvvisamente e che non abbia mai lasciato il palazzo
  • La dama in grigio: donna vestita con un abito grigio sobrio ma elegante, che attraverserebbe i corridoi del piano nobile; non è mai stata identificata chiaramente, ma alcuni la collegano ad una dama di compagnia della regina
  • Figure di servi e guardie: testimonianze moderne, soprattutto di personale notturno, parlano di ombre in livrea che si aggirano vicino agli ingressi di servizio e nelle cucine; si tratta di apparizioni rapide, accompagnate da rumori di passi e brusii

SUGGESTIONE STORICA O FENOMENO PARANORMALE?
Gli studiosi si dividono sul significato di queste storie. Alcuni punti chiave sono:
  • La potenza della memoria collettiva: Versailles è un luogo fortemente carico di simbolismo e vi si sono consumati momenti drammatici della Rivoluzione francese, feste eccessive e cadute di potere. E' quindi plausibile che il peso storico alimenti suggestioni e visioni
  • L'effetto scenografico del palazzo: i corridoi interminabili, i giochi di luce degli specchi, le ombre proiettate dai lampadari, il silenzio notturno; tutto contribuisce a generare un'atmosfera che stimola l'immaginazione
  • Testimonianze ricorrenti: sebbene alcune storie possano essere frutto di autosuggestione, altre sono state riportate dal personale della reggia, il quale non aveva interessi turistici o editoriali nel diffondere simili voci

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