Fra gli horror più sconvolgenti della storia del cinema c'è senza dubbio Rosemary's Baby, adattamento dell'omonimo romanzo di Ira Levin, portato sul grande schermo da un giovane Roman Polanski nel 1968.
La pellicola rappresenta ancora oggi un capostipite del genere. Il regista polacco riuscì, infatti, a realizzare un capolavoro, traducendo in immagini lo sconvolgente libro di Levi in modo fedele e scrupoloso. Il film turbò il pubblico dell'epoca come mai accaduto prima.
Il clima angosciante, la presenza satanica, il sacrificio dell'innocente e la consapevolezza che dietro l'aspetto di una famiglia per bene si celasse il male, furono gli ingredienti che lo resero una fonte di ispirazione per gli horror prodotti successivamente.
Nel giro di qualche anno, il film si guadagnò l'appellativo di "film maledetto"; non solo per i temi toccati, ma anche a causa di alcuni fatti inquietanti che si verificarono durante e dopo la sua realizzazione.
L'ambientazione di Rosemary's Baby: il Dakota di Manhattan
L'elegante palazzo newyorchese in cui i coniugi Woodhouse si trasferiscono all'inizio del film è il famoso Dakota. L'edificio è situato nella lussuosa zona dell'Upper West Side di Manhattan e divenne tristemente celebre alcuni anni dopo l'uscita del film per un terribile fatto di cronaca. L'8 dicembre 1980, John Lennon venne brutalmente assassinato da un suo fan squilibrato proprio all'ingresso del palazzo. Il cantante, oltre a risiedere proprio nell'edificio, era anche un grande amico di Mia Farrow, la protagonista del film.
Rosemary's Baby e il satanismo. La consulenza di Anton LaVey
Fra le leggende metropolitane legate a Rosemary's Baby, ce n'è una che riguarda Anton LaVey, fondatore della chiesa di Satana. Pare che l'uomo, esperto in esoterismo, abbia aiutato Polanski nella produzione del film come consulente sul tema del satanismo. Si dice persino che LaVey appaia brevemente anche come attore in una sequenza del film. In realtà, il coinvolgimento di LaVey non è mai stato confermato, così come il suo cameo all'interno della pellicola.
Rosemary Woodhouse e Sharon Tate: due gravidanze con un tragico finale
Il parto di Rosemary non si può certo definire un lieto evento. Nella pellicola di Polanski la ragazza mette al mondo il figlio di Satana, creatura mostruosa destinata a diventare l'anticristo. Quello che doveva essere il momento più bello della sua vita si trasforma in un incubo e il suo sogno di diventare madre si infrange miseramente.
Un anno dopo l'uscita del film, anche la gravidanza di Sharon Tate (moglie del regista Roman Polanski) non si concluse con un lieto evento. Il 9 agosto 1969, la Tate fu infatti uccisa nella sua abitazione di Los Angeles da un gruppo di psicopatici seguaci di Charles Manson. Mancavano solo due settimane al parto.
Un film che non porta bene. Problemi durante e dopo le riprese
Il film non portò tanto bene nemmeno ad altre persone coinvolte nella sua realizzazione. Alla protagonista Mia Farrow furono consegnati i documenti per il divorzio dal marito Frank Sinatra proprio mentre era impegnata sul set. Si dice che la sua decisione di prendere parte al film sia stata la goccia che fece traboccare il vaso di un rapporto già altalenante, spingendo il divo a chiedere il divorzio.
Il produttore William Castle, che partecipò alla pellicola anche con un cameo, raccontò invece di aver ricevuto diverse minacce di morte da parte di alcuni fanatici che sostenevano il film avrebbe portato il male sulla terra. In realtà, il film portò male a lui che, poco dopo averlo girato, iniziò ad avere diversi problemi di salute. La salute peggiorò anche a Robert Evans, altro produttore del film e all'epoca capo della Paramount. Negli anni successivi, Evans ebbe tre infarti e fu persino accusato di traffico di droga. Il film, inoltre, fu l'ultimo successo per le carriere di entrambi.
Strane coincidenze: la morte di Krzysztof Komeda
Parliamo ora di ciò che accadde a Krzysztof Komeda, il compositore polacco che si occupò della colona sonora del film. Nel dicembre 1968, durante una festa a Los Angeles, il musicista precipitò da una scarpata.
Komeda riportò gravissime ferite alla testa ed entrò in coma. Dopo essere stato trasferito nel suo paese natale, morì nell'aprile dell'anno seguente a soli 38 anni. Vi ricorda qualcosa? Lo stesso incidente capita ad uno dei personaggi del film, per la precisione ad Hutch, amico di Rosemary che cerca di aiutarla. L'uomo muore cadendo in un dirupo, prima di riuscire a metterla in guardia sui pericoli che la circondano. E a questo punto, non possiamo che concordare sul fatto che forse a restare in guardia dovevano essere tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di Rosemary's Baby, il film maledetto di Roman Polanski.






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